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Dal patto costituzionale del singolo Stato al patto costituzionale europeo: la questione della “doppia fedeltà” L’esperienza italiana

por Panzera, Claudio

Artículo
ISSN: 1886-6212
Madrid Iustel 2019
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La “doppia fedeltà” può definirsi, approssimativamente, quella generica condizione di soggezione a due parametri di sistemi distinti e non riducibili ad una sintesi unitaria su base gerarchica. Dopo alcune brevi osservazioni sulla singolarità del patto costituzionale “europeo”, si indagherà la questione della doppia fedeltà nella prospettiva dell’applicazione giudiziaria di parametri costituzionali e norme UE, con particolare riguardo ai rapporti fra Corti nazionali e Corte di Giustizia. Si prenderanno in considerazione sia aspetti sostanziali che procedurali del tema, verificando ad esempio risorse e limiti della tensione tra primazia del diritto UE e identità costituzionali nazionali, o l’uso del rinvio pregiudiziale da parte delle Corti costituzionali, fino ai casi di doppia pregiudizialità. Si tracceranno, infine, alcune conclusioni in merito al nesso fra fedeltà al patto costituzionale e principio di leale collaborazione tra Unione e Stati membri, anche al fine di un’auspicabile sostituzione della consueta e negativa immagine di una “Babele” delle Corti con quella di una positiva “Pentecoste” della comunità dei custodi.

Tabla de Contenidos

1. PREMESSA
2. LA SINGOLARITÀ DEL PATTO COSTITUZIONALE EUROPEO
3. OSSERVAZIONI GENERALI SULLA DOPPIA FEDELTÀ
4. I PROFILI SOSTANZIALI DELLA “DOPPIA FEDELTÀ”. PRINCIPIO DI COMPETENZA E SUPREMAZIA SOUS RÉSERVE
5. (SEGUE): ZONE SISMICHE E MATERIALI ELASTICI
6. I PROFILI PROCEDURALI DELLA “DOPPIA FEDELTÀ”. IL RINVIO PREGIUDIZIALE DELLE CORTI COSTITUZIONALI
7. (SEGUE): LA DOPPIA PREGIUDIZIALITÀ
8. LA SENT. 269/2017 DELLA CORTE COSTITUZIONALE ITALIANA: INTERPRETAZIONI DI UNA SVOLTA
9. DOPPIA FEDELTÀ E LEALE COLLABORAZIONE
10. TRA BABELE E PENTECOSTE


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La “doppia fedeltà” può definirsi, approssimativamente, quella generica condizione di soggezione a due parametri di sistemi distinti e non riducibili ad una sintesi unitaria su base gerarchica. Dopo alcune brevi osservazioni sulla singolarità del patto costituzionale “europeo”, si indagherà la questione della doppia fedeltà nella prospettiva dell’applicazione giudiziaria di parametri costituzionali e norme UE, con particolare riguardo ai rapporti fra Corti nazionali e Corte di Giustizia. Si prenderanno in considerazione sia aspetti sostanziali che procedurali del tema, verificando ad esempio risorse e limiti della tensione tra primazia del diritto UE e identità costituzionali nazionali, o l’uso del rinvio pregiudiziale da parte delle Corti costituzionali, fino ai casi di doppia pregiudizialità. Si tracceranno, infine, alcune conclusioni in merito al nesso fra fedeltà al patto costituzionale e principio di leale collaborazione tra Unione e Stati membri, anche al fine di un’auspicabile sostituzione della consueta e negativa immagine di una “Babele” delle Corti con quella di una positiva “Pentecoste” della comunità dei custodi.

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1. PREMESSA
2. LA SINGOLARITÀ DEL PATTO COSTITUZIONALE EUROPEO
3. OSSERVAZIONI GENERALI SULLA DOPPIA FEDELTÀ
4. I PROFILI SOSTANZIALI DELLA “DOPPIA FEDELTÀ”. PRINCIPIO DI COMPETENZA E SUPREMAZIA SOUS RÉSERVE
5. (SEGUE): ZONE SISMICHE E MATERIALI ELASTICI
6. I PROFILI PROCEDURALI DELLA “DOPPIA FEDELTÀ”. IL RINVIO PREGIUDIZIALE DELLE CORTI COSTITUZIONALI
7. (SEGUE): LA DOPPIA PREGIUDIZIALITÀ
8. LA SENT. 269/2017 DELLA CORTE COSTITUZIONALE ITALIANA: INTERPRETAZIONI DI UNA SVOLTA
9. DOPPIA FEDELTÀ E LEALE COLLABORAZIONE
10. TRA BABELE E PENTECOSTE


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